mercoledì 30 marzo 2011

Nucleare: Idv, aspettiamo Zaia in aula in Consiglio regionale veneto - Libero-News.it

Venezia, 22 mar. (Adnkronos) - «Auspichiamo vivamente di vedere domani in aula il presidente Luca Zaia». Lo dicono, in una nota, i tre consiglieri regionali veneti del gruppo regionale di Italia dei Valori Gustavo Franchetto, Antonino Pipitone e Gennaro Marotta, dopo la decisione di accorpare le diverse mozioni contro la centrale nucleare nel Veneto e di discuterle congiuntamente domani.


«La presenza di Zaia in Consiglio Regionale e' necessaria - proseguono i dipietristi - per fare finalmente chiarezza su una questione fondamentale per il futuro del Veneto, che ha visto la Regione giocare su due tavoli distinti e contrapposti, l'appoggio al decreto governativo e il no al nucleare espresso solo a mezzo stampa».


22/03/2011

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martedì 29 marzo 2011

CALDOGNO (Vicenza) — Li ha coltivati tutta la vita questi sessanta ... - Corriere della Sera

 L'area dove dovrebbe sorgere il nuovo bacino di laminazione (Galofaro)

CALDOGNO (Vicenza) — Li ha coltivati tutta la vita questi sessanta campi dove ora vogliono fare il grande bacino. Cassa di espansione, si chiama, e servir? a far defluire l'acqua in eccesso per salvare Vicenza dalle future alluvioni. Appoggiato al rastrello, Giampietro Zaccaria li guarda come se davanti a s? avesse un piccolo paradiso: ?E' terra straordinaria, argilla, se portano l'acqua faranno un disastro e non si salver? niente?. Zaccaria coltiva mais e prato stabile per le bestie e dice no al nuovo bacino di Caldogno, ai piedi delle prime colline sopra la citt? berica. Con lui ci sono altri quindici agricoltori ad alzare i badili davanti al progetto elaborato dalla Coldiretti e accolto dalla Regione. Comprensibile, vivono e lavorano in questa distesa di terra fertile che si apre oltre le sponde del Timonchio.


Ma sono 94 i proprietari dell’area, grande come 110 campi di calcio, che verr? arginata diventando cos? una ?vasca? di sfogo delle acque altrimenti esondanti. La maggioranza, una cinquantina, non ? contraria all'opera ma solo al protocollo d’intesa secondo il quale gli agricoltori verrebbero indennizzati ma non espropriati. ?Non bisogna farsi incantare da questa idea perch? sui contadini graveranno per 99 anni tutti gli oneri di mantenimento, pulizia e smaltimento dei campi dopo l'allagamento, una pesante servit?... Per non parlare del danno permanente ai terreni. Meglio allora l'espropriazione, si vendono i campi e addio. Ma questo solo se verr? dichiarata la pubblica utilit? della cassa di espansione?, si scalda Franco Farina, il leader dei rivoltosi di Caldogno. Rivoltosi caratterizzati dalla stranezza di perseguire una delle due soluzioni estreme: nessun bacino o esproprio. Aborrono la via mediana dell’indennizzo studiato da Coldiretti e Regione. Ci? nonostante lo specchietto del mantenimento della propriet? e del contestuale indennizzo dei campi ai 2/3 del loro valore medio provinciale. ?Le terre diventeranno acquitrini inutilizzabili, cosa me ne faccio di una propriet? del genere??, ringhiano quelli del Comitato di Farina che l’altro giorno hanno impedito il carotaggio ai tecnici della Regione e della societ? che ha progettato il bacino, cio? coloro che prelevano campione per fare lo studio del sottosuolo. Ma ? anche una guerra fra contadini questa di Caldogno, perch? una trentina di loro sono tentati proprio dalla proposta della Coldiretti guidata dal presidente provinciale Diego Meggiolaro.


I due gruppi sono ormai due fazioni e chi sta con Meggiolaro non sta con Farina. E' il caso di Alessandro Canale e dei suoi fratelli che hanno casa e azienda proprio all’interno della futura golena e dunque potrebbero perdere entrambi. Canale ? proprietario di tredici campi di mais e foraggio e la prima domanda che fa quando ci vede ? quella: ?Chi ti manda qua? E’ Farina vero? E’ lui??. Vinto il sospetto, Canale scende dall’albero che sta potando e confida che ? una questione di soldi. Se pagano, come pare, intorno si 50mila euro all’ettaro e gli fanno la casa nuova nei paraggi, insomma, gli sta anche bene. ?Ma bisogna vedere tante cose: quanto pagano effettivamente, se fanno il ponte, se ci danno davvero la casa e dove. In ogni caso io sto con Meggiolaro?. Basta fare cento metri e in mezzo a un campo di frumento spunta la faccia vissuta del signor Graziano Refosco che sta concimando i suoi 4mila metri quadri di frumento. Refosco ? un acceso sostenitore di Farina: ?No se se sbaglio parlare ma qua ghe sar? sempre acqua e mi pagar? sempre tasse?. La sua posizione ? netta: no all’indennizzo, s? all’esproprio. ?Se mi danno 45mila euro gli regalo tutto?. Naturalmente i due gruppi sospettano a vicenda interessi non dichiarati.


L’ultimo veleno riguarda il sottosuolo. Non ? detto che sia tutta terra buona questa, dicono alcuni, paventando che qualcosa di fuorilegge possa nascondersi sotto l’erba. ?Vedi l? in fondo, l? buttavano di tutto una volta?, indica Refosco. Forse immondizia, forse altro materiale. Se fosse cos?, quelli di Farina potrebbero cantare vittoria, perch? dal carotaggio potrebbe emergere e i lavori verrebbero sospesi. ?Se il terreno non ? idoneo non possono fare nulla?, sorride Zaccaria. Dal suo ufficio, Meggiolaro considera la partita gi? chiusa: ?Non ci sono alternative e c'? un'esigenza: quella di trovare una Cassa dove far defluire le acque per evitare esondazioni. Mi sembra che la soluzione sia soddisfacente ?. Insomma, anche se la partita del bacino sembra chiusa la battaglia ? ancora aperta. E non ? escluso che a combatterla siano anche altre associazioni, oltre al Comitato dei ribelli. Lo stesso Farina, se le cose si metteranno male, conta infatti di far entrare Italia Nostra. Mentre a casa di Zaccaria hanno gi? bussato quelli del No Dal Molin, dichiarandosi disponibili ad appoggiare la battaglia. ?Io voglio mantenere il terreno a disposizione delle imprese agricole. Per quelli che chiedono l’esproprio realizzando il massimo evidentemente il terreno non ? uno strumento di lavoro. Ma questi sono interessi che non fanno parte della Coltivatori diretti?. In conclusione, il Vicentino si allaga, la soluzione indicata ? Caldogno. Ma i contadini del bacino, prima degli argini, hanno alzato le barricate.

Andrea Pasqualetto
22 marzo 2011? RIPRODUZIONE RISERVATA

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scrivi Conosco bene....

Non vedo grossi problemi se i contadini+no dal molin (che cosa centrano?)+italia nostra bloccherano il tutto.Il prossimo autunno,se ci sar? bisogno,per salvare Vicenza si faranno saltare gli argini in un paio di punti semplicemente identificabili.....e loro si ritroveranno con i campi allagati e senza un quattrino in tasca.


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lunedì 28 marzo 2011

SERIE B-WIN , 32^ GIORNATA - PESCARA - PADOVA: OTTIMA LA FASE ... - Il Giornale dello sport

Nella vittoria esterna dell’Adriatico, il Padova si dimostra squadra solida e ben messa in campo in grado di offendere con ripartenze improvvise ma anche di controllare l’avversario senza dover incorrere in situazioni difficili da gestire. Contro il Pescara la compagine di mister Dal Canto evidenzia soprattutto una spiccata propensione per la fase offensiva: le trame d’attacco dei biancoscudati si articolano principalmente lungo il versante centrale (36%) e sinistro (35%) del reparto offensivo portando i giocatori al tiro in quattordici occasioni, cinque delle quali nello specchio della porta difesa da Pinna. Dati questi che consentono al Padova di totalizzare una percentuale di pericolosità pari al 53.7%, nettamente superiore rispetto a quella del Pescara pari al 30.0%. Bene la squadra di Dal Canto anche nella percentuale di attacco alla porta (54.8%) contro il 40.7% degli avversari.


Lo rileva il Report n. 28/2011 elaborato dall’Osservatorio Calcio Italiano - website monitoring delle manifestazioni calcistiche in Italia.


Il Pescara colleziona un totale di 582 giocate utile con una percentuale di passaggi riusciti al 59.0% ed un possesso palla pari al 52.2%. Nel contrasto alla costruzione del gioco biancoceleste, determinante in fase di interdizione è stato l’apporto di Legati e Jidayi, rispettivamente 33 e 22 palloni recuperati. Il gioco del Padova, invece, passa attraverso le giocate di Italiano in grado di confezionare 35 passaggi utili andando al tiro in due occasioni. Bene anche Renzetti con 29 giocate totali.


In attacco De Paula e Ardemagni sono state due spine nel fianco della difesa pescarese: il numero 9 è andato al tiro in cinque occasioni, l’autore della doppietta ha invece totalizzato quattro conclusioni a rete.


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Osservatorio Calcio Italiano
Informazione, Ricerche, Approfondimenti e Studi riguardanti il panorama calcistico italiano.


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domenica 27 marzo 2011

Giustizia: CGIA Mestre, cattivo funzionamento costa a imprese 2,6 mld - La Repubblica

(Teleborsa) - Roma, 10 mar - Il cattivo funzionamento della giustizia italiana costa oltre 2,6 miliardi di euro alle imprese italiane. E’ questo il risultato che è emerso da un’elaborazione effettuata dalla CGIA di Mestre che ha ottenuto questo risultato (2,66 mld di € riferiti al 2007, purtroppo ultimo anno statisticamente disponibile) sommando i costi che le imprese italiane subiscono a seguito dei ritardi nelle procedure fallimentari (1,03 mld di €), i costi dei ritardi nelle procedure civili di 1° e 2° grado (1,09 mld di €) e le spese burocratiche relative alle sole procedure fallimentari (532 milioni di €).

"La necessità di rendere il nostro sistema giudiziario italiano più efficiente – sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre - è una necessità sempre più avvertita dal nostro sistema economico. Non solo per i costi aggiuntivi che devono sopportare ma, soprattutto, perché il cattivo funzionamento della giustizia costituisce un grosso ostacolo che allontana gli investitori stranieri dal nostro Paese."

Ritornando ai dati, a fronte di 972.555 procedimenti pendenti nel 2007, la durata media di un processo civile di 1° grado è stata di 904 giorni (2 anni, 5 mesi e 21 giorni). Con poco più di 51.000 procedimenti pendenti, la durata dei processi civili di 2° grado è stata mediamente di 822 giorni (pari a 2 anni e 3 mesi) e di una procedura fallimentare, addirittura 3.035 giorni (pari a 8 anni, 3 mesi e 23 giorni).

Tuttavia, fanno notare dalla CGIA di Mestre, il quadro non è completamente negativo: tra il 2000 e il 2007, la durata dei processi civili di 1° grado si è ridotta di 230 giorni e quella relativa ai processi di 2° grado, di 137. Drammatica, invece, la situazione riferita ai procedimenti fallimentari: sempre nel periodo tra il 2000 e il 2007, la durata media delle istanze fallimentari è aumentata di ben 604 giorni.

A livello territoriale, è preoccupante la situazione presente nel Mezzogiorno. La maglia nera spetta alla Basilicata. In questa regione, la durata media dei processi civili di 1° grado è stata (nel 2007) di 1.463 giorni. Segue la Puglia con 1.335 e la Calabria con 1.288. La regione più efficiente, invece, è la Valle d’Aosta con una durata media di 614 giorni.





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sabato 26 marzo 2011

FRIULI VENEZIA GIULIA: MORETTON (PD), FRIULIA PARALIZZATA E MANCA ... - AgenParl - Agenzia Parlamentare (Comunicati Stampa)

(AGENPARL) - Roma, 22 mar -" La parola d'ordine di Tondo e Snaidero sulla nuova missione per Friulia "meno pompieri, più controllori", mi riporta al tempo della campagna elettorale regionale del 2008, quando Tondo disquisiva sull'inutilità della finanziaria, salvo poi (redarguito dalle categorie imprenditoriali) ripiegare su una sua urgente riforma". A metterlo in evidenza è Gianfranco Moretton, capogruppo Pd in Consiglio regionale, che aggiunge: "Ora, a distanza di tre anni, l'unica azione di Tondo è stata l'eliminazione del sistema duale per dare spazio alla discrezionalità valutativa d'intervento nelle aziende. E qualche esempio sul territorio si può già riscontrarlo. Per il resto nulla è stato fatto sul piano della riforma annunciata. E ora Tondo partorisce un topolino che di innovazione e riformismo non ha proprio niente, ma è solo slogan senza sostanza. È risaputo che, a causa di questo colpevole immobilismo, oggi Friulia è di fatto paralizzata. Lo dimostrano le mancate risposte alle imprese. Le controllate della holding sono poi tutte in crisi: Promotur registra una perdita notevolissima che, tra l'altro, pare si stia valutando di ripianare con soldi della finanziaria regionale, nel qual caso sorgerebbero forti dubbi di legittimità; l'Interporto di Cervignano, che prima guadagnava, perderà circa 500 mila euro; Autovie Venete guadagna sempre meno e, per di più, non riesce neanche a fare i 100 milioni di euro di lavori programmati, facendone solo 50 nel 2010, esattamente la metà".

"Che dire quindi - conclude Moretton - della dichiarazione di Tondo e Snaidero per cui finalmente la finanziaria regionale è più vicina alle imprese, quando invece gli investimenti sono stati ridotti da 40 a 30 milioni di euro? Ciò significa che la Giunta Tondo non ha ancora un'idea precisa di quello che vuole fare. Di fatto registriamo un panorama triste, pervaso solo di demagogia, di frasi fatte e senza alcuna sostanza".


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giovedì 24 marzo 2011

Imprese: Veneto, in regione circa 3.800 cooperative - Libero-News.it


Venezia, 22 mar. (Adnkronos/Labitalia) - Nel 2009 la base imprenditoriale delle cooperative venete e' cresciuta di un centinaio di unita', portando il numero delle cooperative attive al valore di quasi 3.800 unita', pari a circa il 4,8% del totale delle imprese cooperative nazionali. Lo rivela l'ultimo numero di 'Statistiche Flash', pubblicazione periodica della Regione Veneto, che anticipa i primi risultati di un'analisi quantitativa sul mondo cooperativo veneto. La pubblicazione e' consultabile anche sul sito della Regione. Le imprese cooperative attive del Veneto rappresentano circa l'uno per cento del totale delle imprese attive regionali e, seppure ad un ritmo piu' contenuto rispetto ai due anni precedenti, continuano a crescere, registrando un incremento annuo pari a tre punti percentuali (+1,5% a livello nazionale).


L'anno si e' chiuso con un saldo positivo di 90 nuove imprese cooperative, risultato della differenza tra le 331 aziende che tra gennaio e dicembre del 2009 si sono iscritte al Registro Imprese (tasso di natalita' dell'8,7%) e le 241 che, nello stesso periodo, si sono cancellate (tasso di mortalita' del 6,3%).


Le province che in assoluto fanno registrare la presenza piu' significativa di questa forma d'impresa sono Verona, con una quota provinciale pari al 27,2%, Venezia (20,2%) e Padova (598 imprese cooperative, pari a circa il 16 per cento del totale regionale). Nelle provincie di Treviso e Vicenza sono presenti circa il 12% delle imprese cooperative regionali, mentre a Rovigo si supera di poco l'8%. Sono poco piu' di 100 le imprese cooperative che risiedono nella provincia di Belluno.


22/03/2011

Libero-news.it  

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martedì 22 marzo 2011

Baratto per bimbi in piazza a Mestre (VE), sabato 26 marzo - Corriere della Sera

21/03/2011

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Un'occasione sociale divertente, aggregante, a costo zero per genitori e bambini. A Mestre (VE), sabato 26 marzo dalle 14.30 alle 18, di scena in Piazzetta San Francesco il collaudato baratto per piccoli da 0 a 13 anni. Visto e considerato il meteo ballerino, in caso di pioggia la manifestazione sar? spostata al 2 aprile. Organizzato dal comitato Le Voci di Via Piave , lo swap ? aperto a chiunque voglia partecipare. Portando abbigliamento, accessori, giocattoli, libri dei pargoli in perenne crescita da scambiare con altrettanti. Oltre al mercatino tra privati, sono state predisposte attivit? ludico-educative e pro ambiente per tutti: il laboratorio per imparare a costruire giochi con la frutta secca e varie animazioni, su raccolta differenziata e risparmio dell'acqua. E ai bimbi verr? offerta la merenda.      

Info: tel. 3288623273 o info@levocidiviapiave.com

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