Leila ha accolto a Verona la sorella e le nipoti da Tripoli (archivio)
VERONA — I primi giorni Fatima teneva sempre la valigia pronta per ripartire. Ma sono passate tre settimane da quando ? arrivata a Verona con la mamma e le tre sorelle. Nulla lascia intendere che possa tornare presto nella sua citt?, Tripoli, abbandonata quando le strade hanno cominciato a riempirsi di mercenari e che oggi si trova sotto una pioggia di bombe. ?Non mi aspettavo una cosa simile?, spiega questa ragazza che ha appena compiuto 16 anni, parla in italiano corretto e ha negli occhi la paura per la sorte del padre, rimasto in Libia.
Per lacerarsi di dubbi su questa nuova guerra per la ?pace? cui partecipa anche l’Italia, ? sufficiente passare un po’ di tempo in una bella casa del centro con vista sull’Adige, dove Fatima ha trovato ospitalit? dalla zia, Leila. ? lei che prova a guidarci a scoprire un punto di vista diverso su quanto sta accadendo al di l? del Mediterraneo. Leila, che ? sposata con un italiano ed ? ormai veronese a tutti gli effetti, ? vissuta a Tripoli fino a 18 anni. La sua era una famiglia benestante e ben inserita ai tempi della monarchia, che con l’avvento della rivoluzione di Gheddafi nel ’69 ha visto tutte le sue propriet? nazionalizzate. Ma non per questo oggi scarica il regime del ra?s. Anzi. ?Avete mai visto un libico lavorare in un bar o in un ristorante in Italia? No, sono tutti egiziani o marocchini. I libici sono ricchi, l’ultima volta che ci sono stata ho visto pieno di macchine di lusso per le strade?, racconta.
Di Gheddafi sottolinea, tra le altre cose, la laicit?. E questo vuol dire che le donne libiche, a differenza di quelle di molti altri paesi arabi, possono passeggiare a testa alta, senza portare il velo, come fa la giovane Fatima, che veste come una qualsiasi adolescente italiana e quando le chiedi cosa fa la gente della sua et? a Tripoli ti risponde con ovviet?: ?Va a scuola, al centro commerciale, alle feste di compleanno?. Tra un paio d’anni potr? anche guidare un’automobile. ?Ricordo che prima della rivoluzione del ’69 ero stata portata in questura perch? mi avevano trovato al volante?, ricorda Leila. Se i libici sono davvero ricchi e pi? liberi dei loro vicini perch? si sono ribellati? ?Tripoli e Bengasi sono due realt? diverse, un po’ come il Nord e il Sud dell’Italia - spiega Leila - Il re che c’era prima era di Bengasi. Ma se una regione dell’Italia si ribella, vi immaginate il mondo in soccorso di quella regione e non dell’Italia??. Gheddafi per? ? un dittatore, ha minacciato di non avere piet? per gli insorti e per questo l’Onu ha approvato la risoluzione di una no-fly zone. ?Non ? un buon diplomatico e i suoi figli sono degli arroganti - riconosce Leila - ma non si pu? insegnargli la democrazia con le bombe?.
Il colonnello, che ad occhi occidentali appare di volta un volta un satrapo pieno di eccessi, un pericoloso terrorista o addirittura un criminale di guerra, per moltissimi libici ? il padre della patria, che ha dato prosperit? e orgoglio al Paese. E nulla riesce a togliere dalla mente della signora Leila il sospetto che le potenze occidentali, pi? che per la libert? e la democrazia, stiano combattendo per mettere le mani sulla grande ricchezza della Libia: il petrolio. ?Gheddafi ha stabilito che le imprese che operano in Libia non possono essere a maggioranza straniere - ricorda - e questo a molti non va bene. Ma perch? di questo non si parla? Perch? si continua a parlare di missione di pace quando l’Africa ? piena di dittatori, ma le bombe cadono solo in Libia? Perch? tutte quelle notizie, poi rivelatesi infondate, sui massacri indiscriminati dei civili? E l’Italia perch? ? in questa guerra, visto che ha solo che da perderci?? Devono essere dubbi simili a quelli che si pone anche la Lega, cos? critica alla missione cui prende parte il governo che pure sostiene. ?Sono libica, ma la prossima volta voto Lega?, promette Leila. Quanto a Fatima, lei ha un solo pensiero: ?Spero che tutto questo finisca, al pi? presto?.
Alessio Corazza
22 marzo 2011? RIPRODUZIONE RISERVATA CONDIVIDI LE TUE OPINIONI SU
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